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FAQs

Domande e dubbi frequenti sull'amministratore di condominio

Almeno due condomini che rappresentino 1/6 dei millesimi possono richiedere all’amministratore di condominio la convocazione dell’assemblea a mezzo lettera raccomandata.
Decorsi 10 gg dal ricevimento, in mancanza di riscontro, i condomini possono provvedere all’autoconvocazione.

In sede assembleare si può revocare il mandato all’amministratore di condominio in carica con la maggioranza prevista per la sua nomina ovvero la maggioranza degli intervenuti in assemblea portatori di almeno 500 millesimi.

Nel caso in cui l’inquilino non corrisponda le rate condominiali, sarà il proprietario a dover saldare quanto dovuto. L’amministratore di condominio può procedere con decreto ingiuntivo solo verso i proprietari degli immobili. Il proprietario potrà poi rivalersi sull’inquilino per il recupero del credito

L’amministratore di condominio deve rilasciare al proprietario un’attestazione del regolare versamento delle rate condominiali oltre alla certificazione di cause pendenti o lavori straordinari deliberati.

Uno degli obblighi dell’amministratore è riscuotere le quote dovute da tutti i condomini entro sei mesi dalla chiusura della gestione. Entro tale data è opportuno che egli abbia provveduto a sollecitare almeno due volte il pagamento del saldo dovuto. Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, l’amministratore, senza bisogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto d’ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione. Questo garantisce la continuità dei servizi per il condominio tutto.

L’amministratore ha l’obbligo di redigere il bilancio in modo chiaro e comprensibile. È tenuto a chiarire a ogni interessato il reale significato di ogni voce di spesa, inoltre deve esibire il relativo documento attestante il pagamento.

L’amministratore di condominio deve essere nominato con 500 millesimi e la maggioranza degli intervenuti in assemblea.

Secondo quanto disposto dalla legge 220/12 è necessario comunicare all’amministratore di condominio i dati anagrafici dell’inquilino o altri aventi diritti reali sull’immobile per l’aggiornamento del registro anagrafe condominiale.

L’amministratore di condominio, con l’entrata in vigore della nuova legge 220/12, non può essere delegato dai condomini.

Il vecchio proprietario deve consegnare all’amministratore di condominio l’attestazione della vendita dell’unità immobiliare (tale certificazione viene rilasciata dal notaio al termine della compravendita). In caso di mancata comunicazione il precedente proprietario resta solidale per le spese condominiali con il nuovo proprietario.

L’assemblea ordinaria è annuale, va convocata entro sei mesi dalla chiusura della gestione e deve prevedere la presentazione e l’approvazione del rendiconto annuale, oltre alla nomina dell’amministratore per il nuovo anno. Le assemblee straordinarie sono convocate ogni volta che ce ne sia bisogno.

Contrariamente a quanto pensano i più il condominio è costituito dalle parti comuni dell’edificio e non dai proprietari delle singole unità immobiliari; il condominio si costituisce nel momento in cui sono presenti almeno due proprietari distinti aventi la comunione su parti comuni dell’edificio. La legge fissa a otto il numero massimo di condomini che possono fare a meno dell’amministratore e i condomini fino a dieci condomini possono fare a meno del regolamento di condominio